28 Maggio 2011

Profonda commozione alla cerimonia di intitolazione della caserma di Corinaldo al maresciallo capo Andrea Angelucci, ucciso da un pregiudicato durante un posto di blocco.
La città di Corinaldo e i Carabinieri si sono stretti attorno alla famiglia del giovane maresciallo capo con una cerimonia solenne che si è svolta sabato mattina 28 maggio 2011. All’evento hanno preso parte il Vice Prefetto Vicario di Ancona, il presidente del Consiglio Provinciale di Ancona, Luciano Antonietti, il sindaco di Corinaldo Livio Scattolini, il sindaco di Spello, Sandro Vitali con il vice sindaco e gli assessori, il sindaco di Ripe, Faustino Conigli, il Consigliere Regionale Giovanni Zinni, il Comandante della Regione Carabinieri Gen. di Brigata, Rosario Calì, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ancona, Col. Liviano Marino, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Senigallia, Cap. Roberto Cardinali, il Col. dei Carabinieri Carlo Corbitelli comandante provinciale di Perugia, il Cap. Andrea Mattei comandante della Compagnia di Foligno, il Col. Roberto Coppola del Comando Militare Esercito “Marche”, il Comandante della Polizia Stradale di Ancona, il Comandante della Guardia di Finanza di Jesi, il Comandante del Corpo Forestale dello Stato di Arcevia, l’Assessore del Comune di Foligno in rappresentanza del Sindaco Nando Mismetti, l’assessore del Comune di Serra dè Conti, Emanuele Procaccini, Vice sindaco di Corinaldo, Fernando De Iasi, gli assessori Simona Mancini, Cesare Morganti, Goffredo Luzietti, il capo gruppo di maggioranza, Mauro Cicetti, i consiglieri Luca Luzzi, Luigi Costantini, Daniele Aucone, i capigruppo di minoranza Giuseppe Saccinto e Adolfo Giampaolo, i consiglieri Matteo Principi, Laura Campolucci, Piergiorgio Montesi, il consigliere provinciale Marco Grandi, Mons. Giuseppe Bartera, Parroco di Corinaldo, il presidente della Banca di Credito Cooperativo, Felice Saccinto, il presidente dell’ASA, Emilio Pierantognetti, il picchetto d’Onore della Compagnia Carabinieri di Senigallia, la Fanfara della Scuola Marescialli Carabinieri di Firenze, il Presidente dell’A.N.C. Sezione di Corinaldo, S.Ten. Gabriele Aucone, le Associazioni militari e dell’Arma dei Carabinieri, le Benemerite dell’Associazione Carabinieri di Senigallia, il Cobar dei Carabinieri, il Prof. Gherardo Villani, Dirigente Istituto Comprensivo di Corinaldo, gli Alunni della Scuola Media “Guido degli Sforza” di Corinaldo con tre insegnanti e la bandiera dell’Istituto, il papà Dario, la mamma Rosella, il fratello Daniele con la moglie Silvia, il Parroco della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Spello,Don Diego,una rappresentanza della C.R.I. e della Protezione Civile di Spello, A.N.C. – Sezione di Foligno – la Sezione degli Invalidi di Guerra e Mutilati di Spello, una Rappresentanza della Procura della Repubblica di Spoleto, il Gonfalone del Comune di Corinaldo, il Labaro dell’Associazione Nazionale Artiglieri- Sezione di Corinaldo e le bandiere dell’Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Sono state depositate due corone di alloro, al Monumento e al Sacrario dei Caduti.

Intervento del Sindaco di Corinaldo in occasione della intitolazione della Caserma dei Carbinieri al Maresciallo Capo Andrea Angelucci
Saluto il Generale di Brigata Rosario Calì Comandante della Legione Carabinieri Marche di Ancona, Monsignore il Parroco di Corinaldo Don Giuseppe Bartera , i militari di ogni ordine e grado ( in servizio e a riposo), i rappresentanti delle Istituzioni, Le associazioni combattentistiche, Le scuole di Corinaldo e tutti voi qui presenti, in particolare il Sindaco di Spello e il rappresentante del Comune di Foligno.
Il motto dell’Arma dei Carabinieri è “Nei secoli fedele”.
E’ pensabile partire da questo concetto ed estenderlo a valore di carattere universale valido/valevole per ogni essere umano, fondamento anzi del vivere civile, comunitario, solidale.
E’ come dire fedeltà a un ideale, a un principio, a un patto.
Fedeltà che si deve a sé e agli altri (in quanto espressione originale di un tutto inter-dipendente), a un Essere superiore per chi ha una fede, alla storia locale e a quella generale, che si compone delle infinite storie particolari.
In definitiva, si tratta di avere una visione del mondo a 360°, di sentirsi inseriti da protagonisti nel fluire del tempo attraverso i secoli, mantenendo inalterata una coscienza solida di se stessi, del proprio mandato, del proprio valore.
E’ in questo senso che anche Corinaldo condivide la storia secolare dell’Arma, ne è compenetrata e vi partecipa positivamente.
L’Arma è radicata nella coscienza/conoscenza del cittadino e della collettività, attraverso gli uomini in divisa che si sono succeduti e che ancora oggi svolgono egregiamente la loro opera a favore della città.
Uno tra gli altri è colui il quale resta nella memoria di noi tutti, non tanto per il breve periodo di permanenza in quel di Corinaldo, quanto per l’affabilità dell’uomo, la dedizione del militare, la gloria tragica a cui ha consegnato la sua pur giovane vita.


Le note biografiche del carabiniere caduto nell’adempimento del dovere e per questo insignito con M.O.V.C. – medaglia d’oro al valor civile, verranno ricordate tra breve, pur se tristemente note, a seguito dell’evento che funestò le cronache nazionali e locali, e che ebbero triste ripercussione nelle persone che lo conobbero e lo frequentarono, in questi luoghi.
Ed a questo proposito viene naturale, e quanto mai opportuno, accostare le vicende terrene ed il comune tragico destino del maresciallo Angelucci e di un altro giovane militare caduto a Corinaldo, nel 1944, durante l’avanzata alleata del Corpo Italiano di Liberazione che portò appunto alla liberazione della città. Un cippo, posto a poche decine di metri da questo luogo, ricorda quell’evento e quel martire; sto parlando del S. Ten. Alfonso Casati, Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria, morto per fedeltà ad un ruolo, ad un dovere, ad un ideale.
Gli stessi identici valori universali, difesi fino alla fine, che hanno trasformato il pur breve passaggio di Andrea in questi luoghi, ad un ricordo ed un esempio scolpito nel marmo, che non avrà mai fine.
Quello stesso ruolo, quello stesso ideale per i quali, tante vite più o meno giovani, sono state immolate nel passato e purtroppo ancora oggi, sui fronti di guerra nel mondo, ma anche nell’impegno quotidiano delle forze dell’ordine di ogni Arma, su tutto il territorio nazionale.
E un’altra considerazione si impone, di enorme portata morale: cioè che non è necessario appartenere ad una terra, ad un luogo, ad un popolo, per agire bene a favore di quella terra, di quel luogo, di quella comunità!
Colui il quale adempie con impegno e onestà al proprio mandato, in ogni campo del sociale, sia esso un politico, un amministratore, o un militare come in questo caso, appartiene all’umanità intera, è retaggio di un comune sentire, arreca lustro ad una divisa, come nel caso di Andrea Angelucci, ma esalta soprattutto le qualità migliori dell’uomo in generale.
Non possiamo, dunque, non accostarci con deferenza, con affetto e ammirazione incondizionata ad Andrea, ai suoi famigliari oggi qui presenti, al babbo Dario, alla mamma Rosella, al fratello Daniele, ai colleghi, agli amici: tutti accomunati nel ricordo di una persona bella.
E come tale, è destinato a protrarsi all’infinito, ad esempio e monito per ciascuno di noi, in particolar modo per le giovani generazioni, dal momento che, è accertato, “Una cosa bella, è (e resta) una gioia per sempre”, piccolo ma luminoso raggio di consolazione e speranza.
Da oggi quindi, coloro che passeranno per questi luoghi, potranno leggere e ricordare questo nome, che cosa è stato in vita e come, e per che cosa è morto; e se solo uno di questi, giovane o meno giovane che sia, farà tesoro e divulgherà questi principi e questi valori,… allora… quello che stiamo facendo, oggi, qui, in questo momento, riecheggerà per sempre!!
Da oggi, con l’intitolazione della Caserma dei Carabinieri, al Maresciallo Capo Andrea Angelucci, la Città di Corinaldo scolpisce nel marmo non solo un nome, ma un mirabile esempio di cosa può diventare un uomo di fronte al proprio dovere;… di cosa diventa un Carabiniere che onora la propria divisa!

Viva le Forze Armate
Viva l’Arma dei Carabinieri
Viva Corinaldo
Viva l’Italia unita

Corinaldo, 28 maggio 2011
Livio Scattolini


Intervento del Gen. B. Rosario CALI’ per intitolazione della Caserma Sede del Comando Stazione Carabinierti di Corinaldo (AN) alla memoria del Mar. Ca. Andrea ANGELUCCI decorato di M.O.V.C. alla “memoria”
Corinaldo (AN) – 28 maggio 2011

Autorità, gentili ospiti,
innanzi tutto porgo il saluto del Signor Generale di Corpo d’Armata Leonardo GALLITELLI, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri che, impossibilitato ad intervenire, mi ha delegato a rappresentarlo all’odierno evento.
La cerimonia di intitolazione della Caserma Sede del Comando Stazione Carabinieri di Corinaldo (AN) alla memoria del Mar. Ca. Andrea ANGELUCCI decorato di Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, così semplice nella forma ma profonda nel significato, riempie l’animo, di quanti sono qui presenti, di grande commozione e ci richiama alla mente quel triste 1° ottobre 2009, in cui Andrea perse la vita mentre capeggiava un posto di blocco, messo in atto per la cattura di un individuo che a bordo di un’autovettura rubata aveva, più volte nella stessa giornata, eluso le ricerche degli operanti.
Oggi il ricordo di quel tragico evento viene consacrato a futura memoria anche in questo luogo, dove Andrea prestò servizio dal 24 giugno 1996 al 3 settembre 2000.
La lapide che riporta la motivazione con cui gli è stata concessa la Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, vuole testimoniare l’ammirata e commossa riconoscenza di tutta Corinaldo.
Andrea continuerà, infatti, a permanere nei nostri cuori, poiché “simbolo” indelebile di valori fondamentali, quali l’amore verso il prossimo, il senso del dovere e l’abnegazione estrema.
Andrea ANGELUCCI appartiene alla numerosa schiera di Carabinieri che nel quotidiano svolgono efficacemente ed in maniera silente i delicati compiti loro assegnati, per garantire alle popolazioni le dovute condizioni di sicurezza e salvaguardare la civile e serena convivenza. Nel loro diuturno impegno trovano gratificazione oltre che nella consapevolezza di assolvere un dovere, anche nell’apprezzamento e nella considerazione che la gente non manca mai di esternare nei loro riguardi.
La motivazione con cui il Ministro dell’Interno ha concesso al Mar. Ca. Andrea ANGELUCCI la Medaglia d’Oro al Valor Civile sintetizza l’episodio, di cui il militare si è reso protagonista, e ne evidenzia in particolar modo l’entusiasmo, il coraggio ed il senso di responsabilità.
Il valoroso militare, infatti, per mantenere fede al giuramento prestato, non ha esitato a sacrificare la Sua giovane esistenza pur di compiere, fino in fondo, il proprio dovere di “soldato della legge”.
Emerge nel suo comportamento, la generosità di un giovane dalle qualità morali e professionali non comuni, che ha scelto di portare gli alamari e di servire la collettività, perché ha creduto nei principi che sono a fondamento della missione del Carabiniere.
Andrea ANGELUCCI è stato fedele fino all’estremo sacrificio al suo credo, testimoniando con fermezza la difesa dei valori che costituiscono prezioso patrimonio della nostra amata Istituzione.
A Lui, oggi, ed ai tanti Caduti dell’Arma che, con la Loro abnegazione, hanno scritto pagine indelebili della nostra storia, rivolgo, deferente, il mio commosso pensiero.
Ai Suoi Familiari giunga il mio caloroso abbraccio, con la gratitudine più profonda e sentita per aver donato alla Patria un Figlio così coraggioso, la cui memoria resterà sempre viva nei cuori di tutti noi.
A Lei, Signor Sindaco, esprimo la gratitudine più viva per questa nobile iniziativa, che ha offerto l’opportunità di commemorare, ancora una volta, il Mar. Ca. Andrea ANGELUCCI e di confermare alla Sua Famiglia la nostra solidarietà, ma soprattutto di consegnare un significativo e duraturo messaggio alle generazioni future.
L’intitolazione di questa Caserma, simbolo emblematico della volontà consapevole di donarsi agli altri, costituisce una ulteriore conferma del proponimento delle Istituzioni e della cittadinanza intera di non voler dimenticare.
Nel concludere rivolgo il mio deferente pensiero ai nostri Caduti, cui tutti ci stringiamo in un ideale, forte abbraccio e ringrazio quanti sono intervenuti per la sentita partecipazione.



Telegramma del Comando Generale Arma Carabinieri


Foto Luciano Galeotti

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