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ultima modifica: corinaldo29/03/2013

I PARCHI

 

 

 

Nel territorio corinaldese tra dolci colline che lentamente degradano verso il mare Adriatico, scorrono i fiumi Nevola e Cesano.
E' possibile fare delle passeggiate lungo i loro letti e trovarsi a contatto con una natura quasi incontaminata.
E' possibile imbattersi nei mulini ad acqua, ma soprattutto nella valle del Cesano è possibile vedere la foresta fluviale, ovvero tronchi appartenenti al periodo Pleistocene ( 50 mila anni fa). Questi tronchi sono venuti alla luce grazie all' erosione del fiume.
Altre zone verdi di particolare interesse sono:

 

 

Parco delle fonti

Parco delle Fonti L'edificio delle Fonti venne costruito agli inizi del XVII secolo, e lì erano addotte le acque captate a monte e convogliate con un acquedotto del quale ancora oggi si conservano le tracce. Questo grande lavatoio pubblico fu utilizzato per questo scopo fino all'avvento dell'era tecnologica. Costituito da una vasca centrale con attorno i posti per le lavandaie, fu ristrutturato dal Comune nel 1937, sostituendo la grande vasca centrale con una serie di fontanili. Questo complesso è immerso in un parco che dal viale dietro le monache scende fino al complesso delle fonti; collegando giochi per bambini alla pista di pattinaggio. E' da ritenersi il polmone verde più frequentato dai corinaldesi, soprattutto nel periodo estivo dove si svolgono diverse manifestazioni.

Parco di villa Cesarini Duranti

duranti

Villa Cesarini Duranti e il suo parco di quasi due ettari, è ubicata in località San Lorenzo, lungo la provinciale che porta a Castelleone di Suasa. Già di proprietà della famiglia Cavallini di Cingoli, che la utilizzavano per la coltivazione e lavorazione del baco da seta viene ereditata dalla famiglia Spadoni di Corinaldo. Paolo Spadoni insigne agronomo e docente universitario a Macerata, imposta il parco con essenze anche esotiche e ne crea il primo nucleo.
Nel 1764 costruiscono una piccola chiesa dedicata ai Santi Lorenzo e Ippolito.
Nella metà del XIX secolo, fu acquistata dal Conte Ippolito Cesarini Romaldi, la cui nobile famiglia proveniva da Sant'Angelo in Vado ed Urbania. Il conte Giacomo (1859/1933) provvide a far realizzare il giardino attorno alla villa, oggi tutelato dal ministero per l'ambiente per il suo valore paesaggistico. A lui si deve inoltre la costruzione della torretta che appare sul lato destro della casa.
Nelle vicinanze della villa sorge il complesso degli edifici che completano la dimora; la scuderia, la limonaia, l'abitazione del custode con la rimessa delle carrozze, il lavatoio e la casina fotografica. Ma ciò che caratterizza la residenza e le conferisce un indiscusso pregio sono il parco eclettico costruito in diverse fasi tra la fine dell'800 e i primi anni del 900, dove si accostano il tipico giardino all'italiana con finti ruderi del giardino all'inglese, integrati da tipici scenari del giardino cinese. Anche se necessita di un restauro, crea un ambiente di particolare suggestione. Molti sono gli episodi architettonici presenti nel giardino, tra questi, "la montagnola" posta vicino all'entrata, a forma di belvedere dalla quale si spazia con la vista su tutto il giardino, il labirinto dei sempreverdi, una singolarità di queste dimore, poi la casina fotografica, il ninfeo con tavolinetti e sedili a forma di fungo, la cascata con grotta, ruscello e ponticello cinese immersi in una foresta di bambù, ed ancora la nave verde, il tutto posizionato in un parco pieno di alberi secolari.

 

Parco Selva di Boccalupo

boccalupo

Sull'estremo ovest del comune di Corinaldo, sul confine con il comune di Castelleone di Suasa, a poco più di un chilometro dal parco archeologico di Suasa è ubicato il Parco Selva di Boccalupo, noto come parco dell'ex geofisico. Prende il nome da una antica chiesetta presente nella zona, la chiesa di S. Maria di Boccalupo. Ha un estenzione di circa sei ettari, ed è nato nel 1952 come osservatorio dell'Istituto Nazionale di Geofisica di Roma. Successivamente viene ceduto al Comune di Corinaldo che provvede ad attrezzarlo con un maneggio, parcheggi, giochi per bambini... E' uno spazio molto grande e suggestivo, soprattutto dominato da vegetazione spontanee e particolarmente adatto per grandi Manifestazioni all'aperto.

Appuntamento oramai tradizionale è quello del 1° maggio al quale seguono varie manifestazioni durante il periodo estivo.

 

Parco archeologico Santa Maria in Portuno

Oggi non resta che una chiesa al centro di una contrada posta alla base della collina in cui sorge il centro medioevale di Corinaldo. Difportuno ficile definire,per ora, su quale preesistenza "pagana" viene costruita la chiesa cristiana. Gli scavi, tuttora in atto, portati avanti dall'Università di Bologna dipartimento di Archeologia, con la Soprintendenza archeologica delle Marche, hanno messo in luce un cospicuo quartiere industriale dedicato alla produzione di laterizi e ceramiche di età romana.
Gli scavi preciseranno nei prossimi anni, la natura dell' insediamento romano che si trova sotto la chiesa: una villa rustica o un luogo sacro dedicato al dio Portuno.
Quello che è documentabile , e la presenza di un " Monasterium"che, come ci dicono i documenti più antichi ( il primo è una carta di Fonte Avellana del 1090) doveva chiamarsi "S. Marie que dicitur in Portuno".Il nome cambierà in Madonna del Piano (1224) come del resto è conosciuta anche oggi.
Assai scarse sono le notizie relative all' età rinascimentale solo nel seicento il Cimarelli , insigne storico di Corinaldo, ci da una descrizione della chiesa oramai priva di Monastero, ma significativamente importante per opere d' arte in essa contenute.
Solo nel 1700 la chiesa subisce nuovi e profondi restauri da parte del nuovo proprietario il Collegio Germanico Ungarico, infatti, sostituisce il campanile e finisce la facciata nelle forme attuali, con un portale ad arco e decorazione in arenaria.
Il sito documenta con pannelli esemplificativi le diverse fasi degli scavi, è possibile accedere alla cripta sottostante l' altare maggiore della chiesa, ed è presente un piccolo museo di documentazione degli scavi finora eseguiti.

 

Parco archeologico di Suasa

Nel territorio del Comune di Castelleone di Suasa, in contrada Pian Volpello, a circa km.4 dal centro di Corinaldo, si trova il parco suasa archeologico dell'antica città di Suasa. Sorta nella media valle del Cesano, su un'antica via di tramite fra la costa adriatica e i valichi appenninici. Suasa ebbe origine, nel corso del III secolo a. C., in seguito alla conquista da parte dei Romani del territorio precedentemente occupato dalla popolazione dei Galli Senoni. Le frasi più antiche della sua storia restano ancora sconosciute; le ricerche archeologiche, qui avviate nel 1987, tuttora in atto, dall'Università di Bologna, non hanno ancora avuto modo di rivelarle. Si deve tuttavia pensare ad un modesto agglomerato, forse sede di magistrato che amministrava la giustizia, a cui fece seguito un certo sviluppo urbanistico e monumentale nel corso del II secolo a. C.: ritrovamenti molto recenti attestano la presenza di case decorate alla maniera delle dimore dell'aristocrazia locale, delle città del Lazio e della Campania nello stesso periodo. La città dovette conoscere un consistente sviluppo urbanistico verso la metà del I secolo a. C.; a questo periodo appartiene la fase più antica della grande dimora di una famiglia senatoria, quella dei Coiedii, che poi conoscerà il suo massimo splendore agli inizi del II secolo d. C., sotto gli imperatori Traiano e Adriano. Questa domus, che raggiunge l'estensione di oltre tremila metri quadrati, comprendente un grande giardino con fontane e portici, ha restituito circa venti pavimenti a mosaico, alcuni dei quali di grande qualità ed effetto, oltre a parti di pitture parietali che ornavano le stanze di rappresentanza. Nel corso del I secolo d. C. con molta probabilità venne costruito anche l'anfiteatro, non lontano dalla dimora dei Coiedii, uno dei più grandi della regione; tra l'anfiteatro e la domus è stato poi anche individuato il teatro, che tornerà alla luce nei prossimi scavi. Gli edifici pubblici sono in gran parte sconosciuti, ad eccezione di un vasto complesso con stanze rettangolari e portici, affacciati su una corte centrale scoperta e sulla principale strada della città che corre quasi al di sotto dell'attuale strada provinciale. Si tratta di un foro commerciale ritenuto il più grande delle Marche. A sud e a nord, ai lati della strada in uscita dalla città si allineavano le due necropoli: sono stati rinvenuti i resti di alcuni monumenti funerari in pietra della prima età imperiale, completamente spogliati nel corso dei secoli e numerose tombe a inumazione entro casse di mattoni o in tegole , che si datano successivamente alla fine del II secolo d. C. In tempi e occasioni diverse, numerose sculture sono state rinvenute nell'area della città antica, molte delle quali sono andate disperse. Recentemente si è ritrovata una splendida testa marmorea raffigurante Augusto, appartenuta ad una statua dell'imperatore verosimilmente eretta dai suasani in un'area o in un edificio pubblico della città. Nel vicino centro abitato di Castelleone di Suasa, nel palazzo che fu residenza della duchessa Livia Della Rovere, è oggi ospitato l'Antiquarium Suasanum dove sono esposti, oltre agli oggetti rinvenuti in occasione degli scavi, gli splendidi affreschi parietali recuperati nella villa dei Coeidii. Essi rappresentano nell'intera Italia Centro-Settentrionale, un raffinato e raro esempio di pittura di stile pompeiano.

 

 

 

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