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ultima modifica: corinaldo02/01/2014

EDIFICI PUBBLICI

 

Il palazzo comunale 

comunaleCostruito su disegno dell’architetto Francesco Maria Ciaraffoni di Ancona tra il 1784 e il 1791 sorge  sul luogo dove precedentemente esisteva il precedente palazzo municipale di stile rinascimentale. E’ un notevole esempio di architettura neoclassica con un lungo loggiato prospiciente via del corso.
In origine , oltre agli uffici pubblici, ospitava la scuola,l’appartamento delle magistrature comunali, le aule del tribunale e la Cappella di Palazzo.
Nell’ androne d’ingresso si conserva il “ cannone di fico” rifatto sulle tracce dell’omonima storiella corinaldese
 Dal  grande scalone si accede alla sala grande Arnaldo Ciani , dove sotto il  soffitto neoclassico, sono conservati i ritratti di alcuni concittadini che hanno reso famosa Corinaldo. Al centro della parete a nord, domina uno scranno ligneo, e’ il banco seicentesco dei magistrati; che  originariamente era all’ interno della demolita chiesa di San Pietro.

 

Ex convento degli Agostiniani 

convento1 Costruito tra il 1767 e il 1780 su disegno dell’Architetto Gimignani di Corinaldo, e'ora utilizzato come albergo. Oltrepassando il  grande portone,sormontato dal monogramma in ferro battuto M.A. (Monastero Agostiniano), ancora oggi  conserva la denominazione di “portone dei Frati”,  si raggiunge un cortile dalle armoniche forme Vanvitelliane. L'edificio, articolato su diversi livelli, rappresenta un notevole esempio di architettura settecentesca. Sul lato sud inglobato nell'edificio l'abside duecentesco della chiesa di San Nicola. Dalla sala del costume si accede ad una lunga grotta che scende nelle viscere del centro storico attraverso cunicoli e nicchie scavate nell'argilla. Era sicuramente una grotta dove si conservavano, a temperatura costante, le derrate alimentari. E' chiamata “La Buca del Cilicchione” dove la Fantasia popolare vuole sia stato imprigionato il cilicchione. Dove sia questa cella però non ci è dato sapere.

 

Il teatro comunale Carlo Goldoni 

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Il Teatro comunale Carlo Goldoni venne costruito tra il 1861 e il 1869 in sostituzione del vecchio e non più adeguato teatro del “Sole nascente” innalzato nei lontani anni 1736-1752 su disegno del fabrianese Angelo Birza. L'attuale struttura fu ideata da Alessandro Pasqui di Firenze, ma sul suo progetto intervennero anche gli ingegneri Francesco Fellini, Crescentino Quagliani e Achille Buffoni. Al termine dei lavori il nuovo teatro risultò assai spazioso e funzionale. Secondo il disegno del Quagliani venne inoltre costruito un ingegnoso dispositivo capace di rendere mobile la platea che veniva abbassata in occasione di rappresentazioni teatrali e innalzata sino a creare un unico piano col palcoscenico per feste da ballo e veglioni mascherati. Restaurato nel 2006 ha perso definitivamente tutti i suoi marchingegni dall'elevazione della platea alle macchine di scena.

 

 

La Casa del quattrocento 

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E' un raro esempio di architettura minore ed è la più vecchia abitazione di Corinaldo. Posta su tre livelli ospitava al piano terra la stalla, al primo piano la cucina e al piano superiore la camera comune. Inalterata è la facciata con le sue piccole aperture e la pertica posta su ganci di ferro. Attualmente è sede della Pro Loco di Corinaldo.

 

I palazzi nobiliari 

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Dal 1400 in poi, tutte le famiglie nobili di Corinaldo costruiscono sontuose dimore, oltre che per esigenze familiari per dimostrazione  il loro prestigio. Queste residenze subiscono nel corso dei secoli continui rifacimenti e abbellimenti, tanto da costituire spesso dei veri scrigni di architettura. Rinascimentali sono il palazzo Amati in via del Corso,  il primo Palazzo Orlandi in via del Velluto, la loggia cinquecentesca entro Palazzo Cesarini Ronaldi. La loro massima espressione è nel XVIII secolo, in cui, vengono ristrutturati secondo le nuove esigenze abitative, è da menzionare il palazzo Fata Ottaviani in via piazza il Terreno, Palazzo Palma Marangoni in via del Corso, Palazzo Sandreani in via S. Maria Goretti.

 

Loggia rinascimantale di palazzo Romaldi 

All'interno di palazzo  Cesarini Romaldi in piazza il terreno,al secondo piano, durante i lavori di restauro dell’ edificio postale, è emersa una loggia rinascimentale in pietra forse appartenente al distrutto castello o alla successiva residenza della famiglia  nobile dei Simonetti.

 

Le ville di campagna 

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Alla fine del XVIII secolo fino agli inizi del XX secolo, le famiglie nobili, costruiscono le residenze di campagna o casini di caccia secondo le tendenze del tempo. Spesso ristrutturando vecchi edifici posti nei loro possedimenti. Queste, divengono prima residenze saltuarie dove passare i giorni più caldi dell'anno, poi residenze vere e proprie delle famiglie. Sono sempre dotate di giardini più o meno grandi dove fontane inserite in un contesto arboreo, spesso esotico, creano particolari suggestioni. Gli esempi più notevoli sono: Le ville dei Conti, Brunori in via S. Apollonia; La villa Grandi in viale Raffaello, Villa Venturoli Orlandi Romaldi in viale degli Eroi; le ville Sandreani a Madonna del Piano e S. Isidoro; La residenza di  Campagna degli Agostiniani presso il Burello, ma soprattutto la villa dei conti Cesarini Romaldi (la Villa è chiusa e non è visitabile) con il parco ecclettico in via del Montale.

 

Le case di terra 

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Le case di terra sono  esempi di architettura minore, ma non certo meno interessante. Ne esistevano molte nel territorio corinaldese, ora per deterioramento del materiale ne sono rimaste molte poche.
Non è dato sapere, quando siano state costruite, ma è da ritenere che questa tecnica costruttiva è prerogativa i ceti più poveri, e  che ciclicamente ricompare  nei momenti di crisi economica.
Sembra sia stata  importata  dai balcani attraverso i pellegrini che si recavano in pellegrinaggio  a Loreto.  Ne esistono a Corinaldo diversi esempi;  la meglio conservata e’  in strada del Perino (.....), altre  incorporate  spesso nelle successive edificazioni in laterizio, sono presenti nella contrada S. Isidoro e Nevola.

 

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