Adrio Testaguzza, l'uomo che amava la propria terra - Comune di Corinaldo

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Adrio Testaguzza, l'uomo che amava la propria terra

 
Adrio Testaguzza, l'uomo che amava la propria terra

La commemorazione al teatro comunale "Carlo Goldoni" per ricordare Adrio Testaguzza era già pronta. Il Comune di Corinaldo voleva ricordarlo a un anno dalla scomparsa. Ma la pandemia non lo ha permesso.

Adrio Testaguzza è stata, senza ombra di dubbio, una delle figure artistiche, culturali più importanti di Corinaldo degli ultimi decenni.

Animatore, attraverso la sua arte di regista, del panorama culturale italiano e vero e proprio narratore dell'identità del nostro territorio attraverso le sue tante sfumature. Con affetto lo ricordiamo sempre impegnato nel raccontare le sue terre e la nostra bella Corinaldo e ancor più impegnato non solo nella vita culturale e sociale della nostra società, ma anche in quella amministrativa e politica con il suo impegno all'interno del Consiglio comunale di questa legislatura. Un anno fa una perdita importante per la nostra comunità, ma allo stesso tempo il privilegio di averlo avuto come concittadino, come artista e come corinaldese. Dopo un anno, il ricordo è vivo più che mai.

«Adrio ha amato questa terra, Corinaldo e le Marche, ha amato la sua gente, lo si vede dai tanti video che promuovono il nostro paese e che ci aiutano a conoscere la nostra regione - il ricordo del sindaco di Corinaldo, Matteo Principi - Una persona determinata, che ha fatto della cultura la propria professione, un esempio di passione e forza di volontà che possa ispirare i giovani a credere nei propri sogni. Adrio era trasparenza, persona onesta e corretta nei rapporti umani, persona di una grande sensibilità e disponibilità verso il prossimo. Valorizzeremo i suoi lavori, come Amministrazione, perché il suo impegno portato avanti in anni di attività rimarrà e dovrà rimanere un valido strumento di promozione e conoscenza della nostra cultura e delle nostre tradizioni.»

«È stata una delle prime persone che ho incontrato arrivando a Corinaldo nell'84, prendendo servizio come addetto ai beni e alle attività culturali del Comune - il pensiero di Paolo Pirani - La nostra conoscenza e successiva frequentazione è stata alla base di un vero e proprio rapporto di amicizia e collaborazione che ha contrappuntato tutta la mia attività lavorativa, condividendo svariate iniziative e realizzazioni con la ATES Video Production, di cui Adrio è stato fondatore e titolare, unitamente ad Emanuele Severi. Grazie a lui ho conosciuto Tonino Guerra, che ci regalò un 30 dicembre, sceneggiandocelo in diretta come fosse l'ultimo dell'anno, mentre nevicava e sembrava che Pennabilli fosse il paese delle fate. Il ricordo caro e grato che conservo di Adrio è quello di una persona buona, generosa, colta e profondamente sensibile. Ha amato la sua terra, così come, in eguale misura, Maria Goretti e Francesco d'Assisi, di cui documentò il passaggio nelle Marche. Grande persona e grande professionista, interprete significativo del documentarismo marchigiano. E mentre scrivo di getto davanti al pc, in questi giorni di forzato ma speranzoso isolamento, riaffiora, tra gli infiniti altri, un ricordo casalingo di Adrio, intento a preparare fantastici spaghetti alle vongole, a casa sua, mentre io revisiono la parte conclusiva del testo assieme condiviso di "Corinaldo, antico colore del tempo.»

Emanuele Severi, amico nonché fondatore insieme ad Adrio della ATES Video Production, dedica l'ultimo pensiero ad Adrio: «Nel '92, quando persi il lavoro in fabbrica, chiamai Adrio. Dopo aver ascoltato il mio problema, mi propose di seguirlo nel suo lavoro per capire se mi sarebbe piaciuto il mondo del documentario ed io accettai. Improvvisamente mi trovai in un mondo completamente diverso dal mio, un mondo a volte ostile nei miei confronti, ma allo stesso tempo quel mondo mi affascinava e mi piaceva. Per i primi anni, dal '92 fino ai primi del '94, seguì alcune produzioni di documentari: "Arcevia rocca lungo la via", "Giovanni Maria Mastai Ferretti Pio IX" e altre produzioni promozionali turistiche per conto della regione Marche in cui Adrio fu chiamato come regista. Poi verso la fine del '94 Adrio disse: "Ho parlato col commercialista e mi ha detto che la nostra soluzione è quella di fare una società di persone, di teste… si chiamerà ATES Video Production, ti piace ?" Mi innamorai subito di questa idea e da li iniziò un'avventura che durò la bellezza di venticinque anni. Fu tutto un crescendo di novità, stesura e presentazione di progetti video di ogni genere e incontri stimolanti: passavamo da città del Vaticano ai piani alti della Rai di viale Mazzini, era un mondo veramente entusiasmante. Ed io crescevo a livello professionale e non solo, Adrio mi insegnava tutto: ad esprimermi, a scrivere lettere e progetti, come comportarmi nelle varie situazioni e tutto quello che c'era da sapere nel mondo della televisione.  Fu un insieme di successi e a volte anche di delusioni, ma soprattutto di grandi soddisfazioni.

I nostri lavori sono stati apprezzati in tutta Europa e lo dimostrano i vari premi ricevuti nei vari Festival a cui abbiamo partecipato: Bordeaux, Montecatini, Ragusa, Milano, Spalato, Slatibor, Vienna. Insieme abbiamo prodotto e realizzato circa 100 documentari.

Posso dire con certezza che Adrio mi ha trasmesso veramente tanto e grazie a lui ho fatto passi da gigante a livello professionale, per questo gli sarò grato per tutta la vita. L'ultimo periodo Adrio lo ha passato a casa nostra. Un giorno, prima di pranzo, mi disse: "Io voglio lavorare", si sentiva inutile. Lo sentii al telefono la sera prima che se ne andasse ed era arrabbiato perché si sentiva trattenuto in ospedale senza motivo, voleva tornare a casa nostra per guardare il paesaggio e le montagne. Nessuno si aspettava che il giorno dopo il suo cuore smettesse di battere. Adrio se n'è andato il 16 marzo, il giorno del compleanno del suo grande amico Tonino Guerra. Adrio vivrà per sempre nei nostri cuori.»


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